27 Gennaio 1986
Dal diario "Sara, nei tuoi occhi, due pezzi di cielo"
"La mattina del 27 Gennaio 1986, alle cinque circa, Sara mi dice che sente freddo al visino ed io sono invasa da un fremito e tanta paura, devo però farmi forza per me, per il bimbo che porto in grembo (ndr Mattia, il secondo fratellino di Sara che nascerà a Giugno), per Omar e per tutti, ma soprattutto per LEI.
Da tempo cerco di prepararmi per questo triste momento, standole vicino il più serenamente possibile e salutarla senza farmi vedere disperata, per paura sempre che Lei soffra troppo per lasciarci...
Alle due del pomeriggio mi accorgo che mi fa un cenno, mi avvicino, muove solo le labbra ma non mi dice più niente...sempre con la paura che percepisca quello che stà accadendo, cerco di cantarle la ninna nanna e le dico di dormire, ma non dorme e dopo un pò capiamo che i Suoi occhioni belli stanno fissando il vuoto e forse Lei non ci sente più.
Alle 16.30, mentre dal cielo cadono grandi candidi fiocchi di neve leggerissimi, Sara al suo cercato Cielo, salutandoci sempre con i suoi occhioni aperti.
Vestita da sposa, con un bellissimo vestito bianco candido, dono dei nonni Lucia e Osea, arricchito da volant e pailettes, che a lei piacevano tanto, sul capo un berrettino rosa lavorato ad uncinetto dalla zia Ornella, SARA ora senza più sofferenze, è pronta a ricevere il saluto dei suoi amici."
L'omelia di Don Orlando Bartolucci